Il nuovo Polo Didattico si basa sul modello del principio di “campus urbano”, proponendosi come porta d’ingresso dell’intero sistema, con l’obiettivo di rappresentare un “luogo delle relazioni”, cerniera tra l’università e la città. Tale aspetto non può che essere caratterizzante nell’idea che il manufatto renda permeabile l’intero complesso alla città.
L’intervento in progetto non è limitato soltanto alla realizzazione di un edificio per accogliere le attività universitarie ma si inquadra nello sviluppo di un modello che promuove, come detto prima, ad un’interazione con le realtà produttive e con il mondo della formazione, puntando con forte attenzione alla qualità ambientale.
Realizzare quindi un manufatto che completi e ridisegni l’attuale presenza vegetale, oggi non qualificata, rientra negli obiettivi di voler manifestare un forte interesse all’approccio costruttivo che le moderne società si pongono come presupposto fondamentale per la salvaguardia ambientale.
Sappiamo infatti come l’attuale momento storico sia caratterizzato da una crescita esponenziale della cultura tecnologica che in questo caso si traducono in un edificio pulsante e luogo di proposizioni e relazioni; in qualche modo una piazza virtuale in cui la frequentazione degli spazi divenga nodo culturale, luogo di promozione di attività, incubatore di proposte. Lo spazio prescelto, di forma curvilinea, accompagna idealmente il visitatore, permettendogli di effettuare una vera e propria “passeggiata d’architettura” che trova, nel linguaggio di una chiara geometria, il sistema di lettura del sito stesso.
L’area si sviluppa appunto su due accessi, che saranno riattivati a favore di questa nuova fruizione, in cui il visitatore viene “protetto” nel camminamento e al quale viene permesso di leggere, anche dall’esterno, le diverse funzioni che si articolano.

